(ANSA) - ROMA, 24 GEN - Nel 2007 le vendite di musica attraverso Internet sono cresciute del 40% rispetto all'anno scorso. Il digitale ha raggiunto il 15% del totale del mercato discografico e sono piu' di 500 le piattaforme legittime di musica online, con oltre 6 milioni di brani disponibili: e' quanto emerge dal Digital Music Report. E' la prima volta che il formato che ha dominato le vendite nel mercato dei cd supera come indici di crescita le vendite di singoli in rete. publicato da http://www.ansa.it/
(ANSA) - ROMA, 24 GEN - Sono 4.400 gli italiani che condividono la propria musica con gli amici attraverso il network di social music Ezmo, www.ezmo.it. A tre mesi dal lancio in Italia, cresce ogni giorno il player di musica online di origine norvegese che propone un nuovo modello per la musica sul web. Ezmo mette a disposizione uno spazio online illimitato e gratuito dove caricare i propri brani musicali per ascoltarli in streaming da qualsiasi luogo ove sia disponibile una connessione a Internet. publicato da http://www.ansa.it/
E'finalmente uscito "Alibi", il nuovo cd di Tormento sotto la Sony BMG. L'indiscutibile talento dell'mc più completo che abbiamo sul territorio nazionale non viene per niente a mancare in nessuna delle 14 tracce che fanno di questo disco, a mio parere, uno dei migliori dell'anno. Le partecipazioni di numerosi musicisti, una su tutti Michael Baker che ha sfornato dei beatz semplicemente esaltanti, con la contemporanea assenza di featuring rende questo cd ancora più interessante. Si parte con 3 pezzi potenti: "Non ce n'è", "The Bootyshaker" e "A Fuoco": in questi pezzi (negli ultimi 2 soprattutto) il rapper fotografa la situazione negativa dell'hip-hop italiano di questi tempi. Si passa poi ad una seconda parte del cd, più soul, in cui Tormento conferma la sua ispirazione al genere: da segnalare come "Rasta Qui" sia un brano scritto a quattro mani con Giorgia. Con "Bomba", "Ma Dai" e "Lo Fai Benissimo" Torme mostra la sua parte più spensierata con beatz potenti nella prima e nella terza e molto estivo e originale nella seconda, che tra l'altro è stato il primo singolo estratto dal cd. L'ultima parte del cd contiene 4 canzoni di caratura davvero invidiabile in cui si vede ancora una volta tutta l'attenzione mostrata dal rapper nella cura dei suoni e negli incastri delle parole: "Come Sei" e "Così Come Sono" ne sono un esempio più che valido. In definitiva: il cd è consigliato a tutti, ma soprattutto agli scettici che hanno dubitato più di una volta del rapper che, a 31 anni, ha fatto sicuramente il suo migliore cd da solista.
Per ulteriori info sul rapper andate sul sito ufficiale di Torme: www.tormento.it
Zap Mama è un gruppo musicale belga fondato nel 1991 dall'artista Marie Daulne di padre belga e madre congolese. Nata come formazione di esecuzioni a cappella ha un repertorio in cui si possono rintracciare influenze pop, africane, statunitensi. Dal secondo album le Zap Mama sono pubblicate dall'etichetta musicale alternativa Luakabop di Davi Byrne, che dopo averle ascoltate le volle tra i propri artisti. Adventures in Afropea è la riedizione per la nuova casa discografica dell'album di debutto Zap Mama. Numerose le collaborazioni internazionali del gruppo con musicisti come Erykah Badu, Manu Dibango e i Roots. Nel 2004 le Zap Mama hanno partecipato al concerto organizzato dalla rivista Wired in New-York, che ha raccolto diversi musicisti che si battono per una più ampia diffusione delle licenze Creative Commons .
La scena reggae giamaicana e' dominata dagli uomini ed una donna artista deve lavorare molto piu' duro dei suoi colleghi per mostrare quanto vale ed essere accettata: la cantante di cui stiamo parlando, oltre a sviluppare il suo talento ha deciso di scrivere le liriche dei suoi brani dalla prospettiva peculiare di una donna giamaicana con le sue speranze e le sue disillusioni. Tanya Stephens si puo' considerare gia' una veterana della scena reggae ma solo di recente ha allargato la sua popolarita' grazie al suo mega-hit 'It's a pity' ed al suo bellissimo ultimo CD 'Rebelution'. E' nata il 2 luglio 1973 (il suo vero nome e' Vivienne Stephenson) ed e' stata incoraggiata dal produttore Barry O'Hare ad Ocho Rios, la sua citta' di provenienza. Questo importante personaggio ha prodotto nel 1994 il suo primo album 'Big things a gwaan', seguito nel 1997 da 'Too hype', una collezione dei suoi migliori singoli con l'aggiunta di qualche brano nuovo. Tra i suoi successi maggiori abbiamo 'Handle the ride', 'Yu nuh ready fi this yet', 'Part time lover', 'Think it over' e 'Man fi rule'. Dal 1998 al 2001 Tanya ha vissuto in Svezia per partcipare ad un progetto di rock alternativo poi conclusosi senza successo. Al suo ritorno in patria la cantante ha lavorato duro per riambientarsi nella scena di Kingston e riprendere terreno ed il premio per il suo lavoro e' stata l'opportunita' di far uscire sulla etichetta americana VP l'album 'Gangsta blues' che nel 2004 ha proposto l'artista nella sua nuova veste di cantautrice reggae ed ha avuto un ottimo riscontro. La prosecuzione logica del lavoro di 'Gangsta blues' è come si è detto 'Rebelution' del 2006: in questo lavoro Tanya mostra grande maturità attraverso le sue bellissime ballate ed i suoi testi dalla grande qualità poetica e la volontà di affrontare senza ipocrisia grandi temi come l'omofobia ed il razzismo. Un breve tour italiano nei primi mesi del 2007 ha mostrato Tanya Stephens in ottima forma
Una vita per il crimine, una vita per il rap. Irriverente, trasformista, maschilista fino al midollo, enigmatico, bizzarro, strafottente: tutto questo è Calvin Broadus – nome di battesimo dell'mc Snoop Dogg - il menestrello del gangsta rap, nato il 20 ottobre del 1972 a Long Beach, in California. Il nomignolo lo si deve a sua madre, che lo chiama così perché lo trova somigliante al brachetto dei Peanuts.Snoop passerà alla storia per due motivi: per aver frantumato per primo i record di vendita con dischi rap, prima ancora di 2pac, ma soprattutto per aver cambiato l'immagine stessa dell'hip hop, legandolo in maniera sempre più spettacolare e indissolubile all'immaginario mafioso e criminale.Le sue canzoni - trasudanti droga e violenza - sembrano troppo verosimili per essere inventate e sono rese ancora più credibili dalla sua militanza nella gang dei Crips. Per anni Calvin entra ed esce dalle prigioni con le accuse più disparate: possesso di cocaina, possesso di armi da fuoco, rapine e via di questo passo. Fin quando non incontra Warren G (il fratello di Dr Dre) e il rap entra a far parte della sua vita. Ma la sua condotta rimane la stessa. O forse no.In realtà la figura del rimatore alle prese con problemi di giustizia è sempre esistita in questo mondo controverso ma con Snoop si arriva all'esasperazione: dopo di lui diventa sempre più difficile distinguere tra la realtà di chi proviene dalla strada e la pantomima dettata dalle esigenze dello showbiz. Il suo esordio musicale, risalente al 1992, è al fulmicotone. A quel tempo Calvin si fa chiamare Snoop Doggy Dogg quando comincia a farsi conoscere nell'ambiente. Il suo flow un po’ strascicato e cantilenante piace un sacco a Dr Dre, che lo trova perfetto da inserire nel suo "The Chronic", l'album-manifesto del neonato G-Funk.Già allora Dre dimostra di avere l'occhio lungo: l'apporto di Snoop, che compare in numerosi brani, è determinante per il successo (che fu epocale) del disco che influenzerà tutta la musica rap degli anni a seguire. Le due hit principali, "Nuthin' But A 'G' Thang" e "Dre Day", sbancano le charts americane e creano l'alone di leggenda intorno ai due interpreti.Nel giro di poco tempo Snoop diventa un numero uno assoluto nel rapbiz, specialmente dopo la pubblicazione del suo primo album solista, "Doggystyle", interamente prodotto dallo stesso Dre, che oltre ad essere un ottimo rapper e talent-scout è il Re Mida tra i producer. I pezzi che rimarranno nella storia dell'hip hop si chiamano "Gin and Juice", "Doggy Dogg World" e "Who am I (What's My Name?)".
L'etichetta, come per "The Chronic", è sempre la Death Row Records, la casa discografica di proprietà del chiaccheratissimo Suge Knight, 'gangsta manager' a dir poco discutibile.L'uscita del disco è preceduta da un fatto increscioso. Nel settembre 1993, dopo aver partecipato alla cerimonia per gli MTV Music Awards, Snoop viene preso in consegna dalle autorità per una vecchia accusa pendente di concorso in omicidio a cui avrebbero preso parte lui e il suo clan. Ma questo non è un problema, anzi. L'arresto è l'apoteosi della parabola di Snoop. La sua figura sopra le righe e politically uncorrect riscuote un sacco di consensi. Con oltre 800 mila copie vendute in pochi giorni "Doggystyle" è il primo album a debuttare negli States direttamente al numero uno. La sua immagine è fortissima e dal punto di vista commerciale si spalancano nuovi scenari: i grossi marchi e le case di abbigliamento se lo contendono a colpi di contratti miliardari.Nel 1996 Snoop viene prosciolto da tutte le accuse di omicidio e comincia a lavorare alla registrazione del suo secondo album, Tha Doggfather, questa volta senza Dre. Ma per sua sfortuna in quello stesso anno il gangsta rap vive la sua stagione più nera. Il 'West Coast style' viene messo duramente sotto accusa dalle istituzioni e dall'opinione pubblica: le liriche sono troppo violente, i suoi Mc celebrano eccessivamente le droghe, col loro esempio spingono i giovani a violare la legge e a discriminare le donne e le minoranze. E poi ci sono i morti: la faida tra New York e Los Angeles è il sanguinoso epilogo di una situazione divenuta insostenibile. Quando Tupac Shakur viene ucciso Snoop gli dedica l’intero album. Ma ormai si è andati troppo oltre. "Tha Doggfather" vende bene ma niente a che vedere con i fasti passati e Snoop cerca di cambiare la sua immagine offrendone una più da 'artista convenzionale': partecipa al festival itinerante Lollapalooza e collabora con artisti del calibro di Beck e Marylin Manson.Nel 1998 e nel 1999 seguono due album di transizione: "Da Game Is To Be Sold, Not To Be Told", per la label Limit Records e "No Limit Top Dogg", disco che si segnala per i molti featuring (Sticky Fingaz, Dr. Dre, Mystikal, Xzibit, Warren G e Nate Dogg).Con il suo quinto album, "The Last Meal", pubblicato sul finire del 2000, il processo di rinnovamento è completo. Snoop Dogg è un altro artista, più maturo, più consapevole e il G-Funk, ormai trito e ritrito, è solo un ricordo. Unico punto di raccordo col passato: Dre, alla console in molti brani. Alla riuscita del disco contribuisce un altro super producer, Timbaland. Tra gli ospiti figurano Nate Dogg, Ice Cube, Master P e Eve. La carriera di Snoop, che molti davano per finito da tempo, ha un inaspettato rilancio anche se Suge Knight cerca di fare lo sgambetto al suo ex-protetto ubblicando contemporaneamente un album di tracce inedite ("Dead Man Walking") e mettendo a disposizione gratuitamente sul sito ufficiale della Death Row tutti i brani di "Tha Last Meal".Il sesto album, "Paid tha Cost to Be da Bo$$", è ancora meglio del precedente, riuscendo a mettere d'accordo (forse per la prima volta) critica e pubblico.Uno dei singoli, "Beautiful", è una piacevole sorpresa per tutti: la voce morbida, quasi melliflua, di Pharrell Willams (l'altra metà dei Neptunes) si amalgama benissimo con quella più cupa di Calvin. Alla fine il duetto si rivela uno dei principali successi del 2003. Anche il videoclip è beautiful, almeno per le immagini: i due sono nel soleggiato Brasile (Snoop con la maglia della nazionale di calcio carioca), passeggiano per Copacabana, rimorchiano ragazze meravigliose e si ritrovano a ballare nella torcida carioca.Sempre nel 2003 Snoop partecipa al tour Rock The Mic al fianco di molti big, tra cui Jay-z e la nuova superstar mondiale 50 Cent. Proprio con il pupillo di Eminem stringe una collaborazione che porta a un nuovo singolo, che riscuote un buon successo anche sulle radio italiane: "P.I.M.P.", un remix di un brano già inserito da 50 Cent in "Get Rich Or Die Tryin'".Parallelamente alla carriera di rapper Snoop intanto coltiva il suo nuovo hobby, il cinema: partecipa con un cameo a "Training Day" di Antoine Fuqua e a "Bones" di Ernest R. Dickersonnel nel ruolo del protagonista. Inoltre viene scritturato per la parte dell'informatore Huggy Bear in "Starsky E Hutch.
Roy Hargrove è uno dei trombettisti appartenti alla generazione che si rivelò al grande pubblicodurante gli 90. Di impostazione hard Bop, è dotato di un suono chiaro e brillante che non ha riferimenti a trombettisti del passato. Scoperto nel 1987 dal celebre trombettista Wynton Marsalis viene subito inserito nella sua band che gli apre le porte del jazz che conta, con collaborazioni prestigiose. A vent'anni incide il primo album con l'etichetta Novus e forma un suo gruppo. Realizzerà alti quattro album con la stessa etichetta e avrà la possibilità di dimostrare il suo valore, infatti parteciperà ad incisioni assieme a protagonisti quali Sonny Rollins, Frank Morgan e Jackie McLean. Nel 1995 raggiungerà il primo posto come trombettista dell'anno nella classifica dei lettori della prestigiosa rivista jazz Down Beat. Nello stesso anno incide un disco importante insieme al pianista Stephen Scott e al bassista Christian McBride, dedicato al sassofonista Charlie Parker, che gli darà notevole prestigio; seguiranno altri dischi di successo con la prestigiosa casa discografica Verve.
Discografia
Come leader: Public Eye, 1991 The Vibe, 1992 Beauty And The Beast, 1992 Of Kindred Souls, 1993 Parker's Mood, 1995 Diamond In The Rough, 1989 Extended Family, 1995 Approaching Standards, 1993 With The Tenors Of Our Time, 1993 Habana, 1997 Moment To Moment: Roy Hargrove With Strings, 2000 Hardgroove, 2003 Distractions, 2006 Come sideman: Antonio Hart, The Tokyo Sessions, 1991 Shirley Horn, I Remember Miles, 1990 Shirley Horn, The Main Ingredient, 1996 Ray Brown, Some Of My Best Friends Are ... The Trumpet Players Oscar Peterson, Live At The Town Hall Barbara Dennerlei, Take Off!, 1995 T.S. Monk, Monk On Monk 1997 Roy Haynes, A Tribute To Charlie Parker, 2001 Dave Brubeck, Young Lions & Old Tigers, 1995 Dianne Reeves, Quiet After The Storm Oscar Peterson, Oscar's Ballads, 2001 Kenny Rankin, A Song For You, 2002 Abbey Lincoln, A Turtle's Dream, 1994 Christian McBride, Gettin` To It, 1994 Herbie Hancock, Directions In Music: Live At Massey Hall 2002
Diana Krall L'intervista Lei dice di non essere una 'jazz vocalist', mentre il mondo del jazz si interroga, e non da oggi, se Diana Krall possa essere la nuova Ella Fitzgerald. Un crooner al femminile, insomma.Il talento è indubbio. Pianista e cantante di origine canadese, Diana Krall sfida se stessa, 'ladies' e 'voices' del passato in dieci standard del jazz in un album, 'When I look in your eyes', che mantiene allure e glamour, quanto basta. Da "S'Wonderful" di Gershwin, a "Cry me a river" di Hamilton, a "The look of love" di Bacharach, Diana Krall interpreta in tutta dolcezza brani senza tempo, ballate e bossa nova che riesce a rileggere con stile e con una certa personalità. Inoltre, per una jazz singer che piace agli aficionados del jazz ma anche a platee più ampie, si è offerto di lavorare come arrangiatore Jhonny Mandel, già presente in album di Frank Sinatra e Peggy Lee. Che dice? La paragonano a Ella Fitzgerald..So benissimo di non essere una cantante come lei!!Tecnicamente, poi....! credo solo di mettere molto pathos nelle mie canzoni. In questo disco è accompagnata dal suo quartetto e dalla London Symphony Orchestra. Come vive il suo ruolo, di fronte a musicisti suoi e a una 'istituzione della musica? Con molta riverenza! Tutto questo è nato perché volevo tentare, non tanto di misurarmi con qualcuno, quanto di dare nuova vita a brani classici.Vorrei poter spingere le mie capacità tecniche - sapendo di essere una pianista di media capacità - con la forza delle emozioni, dell'interpretazione e della modulazione della voce. Inoltre, con musicisti di livello al mio fianco, vale la pena di compiere uno sforzo di questo tipo. Come è arrivata alla musica?Ho cominciato a studiare piano classico a quattro anni. Dopo molti anni di studio mi sono orientata verso il jazz. La attirava maggiormente lo show-business?No, in realtà sapevo di dovermi mantenere, e dunque i primi tempi suonavo nelle hall dei grandi alberghi o nei ristoranti. Avevl quindici anni, studiavo e suonavo nei week end. Le non nega di essere la pupilla di Tony Bennet, devota a Frank Sinatra e Nat King Cole. Come è avvenuta la scoperta di questa musica e di questi interpreti, tanto da innamorarsene in questo modo? A casa dei miei genitori si ascoltava sempre Frank Sinatra, nat King Cole e Billie Holiday. Per molti anni il mio universo musicale era questo. Così ho conosciuti i grandi standards. Certo, il rock non mi dispiaceva, ma ero orientata verso la rock opera, come i Queen. Non trovavo nulla, nel repertorio contemporaneo, che avesse l'eleganza e la raffinatezza delle musiche di Gershwin. Il successo è arrivato per lei abbastanza rapidamente. Le ha sconvolto la vita?Io sono fondamentalmente una timida, il palco mi aiuta a esorcizzare tutto questo. Amo la vita semplice, nella natura. Certo ora sono in un turbine che devo governare, anche perché non pensavo di diventare nient'altro che una musicista. Il successo è stato un'opportunità che mi è capitata, ma certo una non si lancia nel jazz per diventare una star...
Ha composto anche per Clint Eastwood. Come mi siete incontrati?A un festival jazz. Diceva di essere un mio fan e mi ha proposto di inserire un mio brano, 'Why should I care', in un suo film, 'True Crime' E' un uomo di grande talento, potrebbe essere un perfetto jazzman!
Anche quest'anno si rinnova lo straordinario appuntamento con la musica e la cultura nel centro storico di Perugia: dal 6 al 15 luglio va in scena Umbria Jazz 07, dieci giorni di note e colori nel suggestivo scenario del capoluogo umbro. Un'iniziativa, come sempre, da non perdere con i suoi 250 eventi distribuiti in nove stage tra piazze e giardini, arena, teatro e monumenti (ma anche ristoranti) di Perugia. Anche nel 2007, la musica tornerà quindi ad essere la protagonista assoluta nel centro storico da mezzogiorno a tarda notte, a pagamento e gratuita, al chiuso e all'aperto, per tutti i gusti: dal jazz alla Black Music passando per il Soul alla canzone d'autore, ai ritmi latini e alla samba. A dividersi i palchi, stelle di prima grandezza dell'universo jazz e non solo. Ad Umbria Jazz '07 saranno ospiti, tra gli altri, nomi del calibro di: Sonny Rollins, Keith Jarrett, Ornette Coleman, Pat Metheny, Brad Mehldau, Al Jarreau, George Benson, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Dionne Warwick, Gilberto Gil, Henri Salvador, Solomon Burke.
Per quanto riguarda gli spazi dedicati all'intenso cartellone, allestito per creare l'effetto di una città per dieci giorni interamente immersa nella musica, il principale, aperto ai concerti serali, è l'Arena Santa Giuliana, sul cui palco si esibiscono gli artisti più popolari. Per tutto il giorno, dal pomeriggio a tarda notte, altri eventi si svolgono nel teatro Morlacchi, nell'Oratorio di Santa Cecilia e nella Sala Cannoniera della Rocca Paolina. Ad Umbria Jazz, la musica si sposa poi con la buona cucina. Tre i locali che a pranzo e a cena offrono l'opportunità di coniugare intrattenimento e cibo.
La parte gratuita del Festival si svolge in piazza IV Novembre e nei giardini Carducci, senza dimenticare che il palcoscenico della marching band è tutto il centro storico di Perugia. Impossibile poi non ricordare che, contemporaneamente al Festival, si svolgono le clinics tenute dagli insegnanti del Berklee College Of Music di Boston, sotto la guida di Larry Monroe e Giovanni Tommaso. Per maggiori informazioni e per il programma completo, il riferimento è http://www.umbriajazz.com/